Scambio di Coppia
Noi velisti senza veli
Fantasticstorm
13.12.2025 |
3.709 |
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"Eva però mi dice di raggiungerla sotto la doccia per togliere la cera che ho ancora sul petto e sulla pancia e per ripulirmi anche del sudore che abbiamo entrambi addosso..."
Mentre sono lì che penso a quello che ci siamo detti, ecco che Eva arriva in cucina con il computer e mi fa:“Dai, vieni qui con me che cerchiamo una scuola a Firenze dove fare il corso per la patente a vela, estendendola a oltre le famose dodici miglia. Io questa estate voglio andare lontano e fare un bel viaggio. Non vorrai mica che la mia collega mi racconti dove vanno loro in barca, e noi invece abbiamo dei limiti.”
Io le sorrido e faccio:
“Non aspetti tempo te. Quando hai in mente una cosa non molli finché non l’hai ottenuta.”
Eva mi accarezza il viso e poi dice:
“Si, e questo di me ti piace, non puoi negarlo.”
“È vero, è uno dei lati della tua personalità, che in molti casi adoro. A volte però un po’ esageri. Quando parti a testa bassa per arrivare a farmi fare qualcosa, non accetti compromessi. Ma questo è il tuo modo di essere ed è difficile pensare che io riesca a cambiarlo.”
Eva mentre apre e accende il computer aggiunge:
“Si, non mi puoi cambiare amore mio. Ma ora concentriamoci sulla vicenda patente e vediamo dove andare per riuscire a fare tutto entro questa estate.”
Ci mettiamo alla ricerca di una scuola guida dove trattino anche le patenti nautiche. Ritrovo anche quella dove ero stato quando presi la patente che ho attualmente. Non ero rimasto molto soddisfatto però, e non mi sembrarono, all’epoca, ben organizzati per un impegno più importante.
Scorriamo l’elenco e vedo che non sono molte quelle che trattano l’argomento nautico. Una però mi colpisce, perché parla di tempi brevi per ottenere le patenti e di costi contenuti.
“Questa potrebbe essere interessate, che ne pensi amore.”
Dico a Eva indicando la riga della ricerca. Poi ci clicco sopra e leggo tutti i dettagli. Non si parla però di cifre, né tantomeno di tempi esatti per l’ottenimento delle patenti. Trovo comunque interessante quello che propongono e decido di prenderne nota e memorizzare sul cellulare il loro numero di telefono.
Eva annuisce e io aggiungo:
“Va bene allora, domani provo a parlarci e sento nei dettagli come funziona e quanto costa.”
“Eva mi afferra un braccio e poi fa:
“Perché aspettare domani al lavoro, quando poi hai problemi a stare per molto tempo al telefono. Chiamalo ora e senti cosa ti dice. Anche se oggi è domenica, se non volevano essere disturbati, non ce lo mettevano un numero di cellulare.”
Io scuoto il capo e sorridendo le dico:
“Sei incredibile te. Non molli proprio mai... Va bene provo a chiamarlo e vediamo se mi risponde.”
Chiamo il numero e dopo due squilli sento una voce maschile che mi risponde e fa:
“Pronto sono Michele chi parla?”
“Buongiorno Michele, mi chiamo Antonio e la sto chiamando da Firenze. Sarei interessato a capire come funzionano le varie soluzioni per le patenti. Io ce l’ho già, ma solo per motore ed entro le dodici miglia. Mi sarebbe piaciuto fare un corso per estenderla oltre questo limite e poi fare un altro corso per portare anche barche a vela.”
Michele sento che parlotta con qualcuno e poi fa:
“Bene, intanto puoi fare le due cose contemporaneamente, e ridurre così i costi e i tempi. Poi, puoi frequentare tutta la parte teorica a Firenze, e limitare le uscite in mare allo stretto necessario. Adesso scusami, siamo in barca a fare scuola e devo seguire i ragazzi. Risentiamo nei prossimi giorni e fissiamo tutto quanto.”
Non ho bisogno di ripetere a Eva le parole di Michele, avevo messo il vivavoce e anche lei ha sentito tutto quello che mi ha detto l’istruttore. Lei mi sorride soddisfatta e poi fa:
“Vedi che abbiamo già organizzato tutto. Vedrai che sarai capace di ottenere la patente in tempi rapidi, ho fiducia in te. Tutto questo poi mi ha eccitata da pazzi e stasera vedrai che ti ricompenserò a dovere.”
Conosco bene Eva e so che, quando è eccitata da qualcosa e ha voglia, diventa un vulcano, e sono sicuro che ci sarà da divertirvi stasera.
Dopo cena sparecchiamo la tavola insieme e poi, mentre metto tutto nella lavastoviglie, Eva mi dice di finire di sistemare la cucina perché doveva andare in bagno. Completato il carico metto il sapone e l’accendo. Appena mi volto vedo Eva sulla soglia della porta di cucina completamente nuda e appoggiata alla cornice della porta.
Con una mano vi fa gesto di seguirla e io non me lo lascio dire due volte e la seguo. Entriamo in camera e vedo sul comò e sui comodini delle candele accese. L’atmosfera è decisamente invitante e inizio a togliermi gli indumenti ma Eva mi blocca e fa:
“Fermo amore, distenditi e lascia fare a me.”
Io Eva la conosco bene e quando decide di guidare lei la situazione c’è solo da godersela e lasciarla fare. Mi sdraio e lascio che sia lei a fare tutto.
Eva si posiziona su di me e inizia a sganciare la camicia un bottone dopo l’altro con un sorriso stampato sulle labbra che lascia presagire situazioni molto eccitanti.
Tolta la camicia mi sfila la maglietta della salute, che in inverno porto sotto le camicie. Rimasto a petto nudo lei inizia a passare sopra i miei capezzoli con le labbra e con la lingua, ma li sfiora solamente, senza andare oltre.
Avrei voglia di afferrarla e scopare senza indugiare oltre, ma so che, quando è lei che ha l’iniziativa, non devo assolutamente interromperla.
Sganciata la cintura, Eva lentamente fa scorrere la cerniera, afferra poi le due gambe dei pantaloni e me li sfila in un attimo. Io sono già piuttosto eccitato da quella situazione, e il gonfiore che si vede negli slip lo conferma.
Eva mi sorride, avendo visto che sono già piuttosto eccitato, e mi sfila gli slip lentamente. Il mio cazzo, che è strizzato dentro quelle mutandine, schizza fuori e si mostra già bello grosso e duro.
Tolte anche quelle Eva mi allarga le gambe e si sistema in mezzo accovacciata. Io immagino che mi avrebbe fatto un ricco pompino in quella posizione, ma la cosa non accade.
Con le mani Eva mi accarezza il ventre, i pettorali e le cosce, facendo attenzione a non sfiorare nemmeno un po’ il mio cazzo ritto e bello duro. Sono super eccitato e avrei vogli di stringerla a me e scoparla alla grande, ma appena muovo una mano per afferrarle un fianco, lei mi prende i polsi, mi porta le braccia lungo il corpo e mi fa:
“Fermo, lascia fare a me e rilassati, prima di scopare ho intenzione di fare delle cose che ti piaceranno… o almeno lo spero…”
A quelle parole mi acciglio, e un pochino preoccupato penso a cosa le poteva passare per la testa in quel momento. So però che, quando vuole eccitarmi, ci sa davvero fare e quindi la lascio continuare cercando di rilassarmi.
Il massaggio continua e comprende anche le gambe e le braccia oltre che il petto e la pancia. Ma il cazzo che rimane piuttosto dritto e tosto non lo sfiora minimamente.
Eva poi mi sorride e con una mano afferra una candela che è sul comodino dalla sua parte. E’ diversa dalle altre, è bassa, di colore rosso e inserita dentro ad un bicchiere in ceramica.
Lo posiziona sopra di me all’altezza del petto e lascia cadere una goccia di cera. Io caccio un urletto e le dico:
“Ehi, brucia, ma che hai intenzione di fare, mi vuoi ustionare?”
“Ma dai, non dire che è insopportabile, ho provato io prima di farlo a te e non sono morta.”
In effetti la sensazione di calore intenso dura pochi secondi e, tutto sommato non è impossibile resistere. Decido di lasciarla fare e le rispondo:
“Guarda che se poi non lo sopporto più, te smetti va bene?”
“Si, adesso però rilassati e chiudi gli occhi. Vedrai che la cosa si farà ancora più interessante.”
Assecondo al sua idea e chiudo gli occhi, sperando di non sentire troppo male con quella cera addosso. Eva alterna massaggi molto delicati lungo tutto il mio corpo a gocce di cera calda che lascia cadere su di me. Sul petto, sul ventre e sulle cosce.
Con una mano inizia ad accarezzarmi il cazzo, diventato ormai un blocco di marmo, da quanto mi ha eccitato quella situazione. Poi lo inizia a leccare come solo lei sa fare.
Delicatamente alterna un pompino molto piacevole, alle gocce di cera che lascia cadere su di me e che mi danno una sensazione di fastidio, ma trascurabile.
Anche lei è molto eccitata da quella situazione e lo percepisco dal respiro che si fa sempre più forte e profondo.
Eva posa il bicchiere di cera e chinatasi su di me, mi inizia a fare un pompino dei suoi.
Aiutandosi con una mano fa roteare il cazzo nella bocca spingendolo fino in fondo alla gola. La lingua me lo accarezza per tutta la lunghezza e poi si struscia sapientemente sulla cappella.
Ho una grande voglia di scopare e cerco di afferrarle i fianchi per cambiare posizione e penetrarla. Lei però non intende lasciarmi l’iniziativa e mi blocca nuovamente le braccia.
Il pompino continua e io le sussurro che non avrei resistito ancora per molto a quella situazione. Eva si rende conto che, se voleva avere anche lei un momento di piacere intenso, avrebbe dovuto interromperla lì e mollare la presa.
Si sposta con il busto sopra di me e, anche senza bisogno di aiuto, il cazzo le infila dentro la fica completamente bagnata, arrivando fino in fondo in un attimo.
Eva si muove alzandosi e riabbassandosi lentamente, facendo scorre tutto il cazzo dentro di lei. Sto godendo molto e spero che anche lei venga velocemente, perché sento che non resisterò ancora per molto, a questa situazione così piacevole.
I sospiri e i lamenti di piacere di Eva si fanno sempre più intensi, le mani afferrano le mie braccia e le stringono. Alla fine, un lamento lungo e forte, mi fa capire che ha raggiunto l’orgasmo. Mi lascio andare anche io e in un attimo le vengo dentro riempiendola completamente del mio caldo sperma.
Quella sensazione le dà ulteriore piacere e l’orgasmo dura molto a lungo. Sarà perché sono un po’ di giorni che non scopavamo, per i vari impegni di lavoro di entrambi. Sarà per quello che abbiamo fatto prima, e che ci ha eccitati, ma l’ho letteralmente riempita di sperma.
Eva se ne rende conto e con un a mano afferra tutto il liquido che le sta uscendo da dentro la fica e saltando letteralmente dal letto si dirige verso il bagno in tutta fretta. La seguo anche io e mi avvicino al bidet per lavarmi.
Eva però mi dice di raggiungerla sotto la doccia per togliere la cera che ho ancora sul petto e sulla pancia e per ripulirmi anche del sudore che abbiamo entrambi addosso.
Facciamo la doccia insieme e ci laviamo reciprocamente. Mentre la insapono e lei fa altrettanto con me, mi eccito nuovamente e il mio cazzo inizia a reagire a quella situazione tornando ad essere un po’ turgido.
Eva se ne accorge e mi fa:
“Amore, mi fa piacere scoprire che hai ancora voglia. Adesso però me lo metti nel culo. Lo sai mi piace molto.”
Per fortuna la nostra doccia è molto grande. Eva chiude l’acqua e poi si volta dandomi l schiena. Poi si piega in avanti offrendomi il culo in tutta la sua bellezza.
Non aspetto oltre e recuperata al meglio la turgidità del cazzo glielo inizio ad infilare nel culo. Un po’ perché forse non ero ancora eccitato al massimo. Un po’ perché la posizione non è delle più comode la cosa non riesce bene.
Eva allora mi dice di uscire da lì, di asciugarci e poi andare a letto a finire. La seguo e velocemente ci asciughiamo. Eva è già sdraiata su letto e ha preso il barattolo di gel che utilizziamo per quelle situazioni.
Ne prendo una ricca ditata e inizio a spalmarglielo nel buco del culo. Eva è sdraiata supina, si afferra con le braccia le gambe, le allarga, e se le porta in alto per agevolarmi. Io proseguo con il gel e glielo faccio entrare nel culo fino in fondo spargendolo con un dito.
E’ pronta e inizio ad infilarle il cazzo, che nel frattempo si è ulteriormente irrigidito. Stavolta la cosa funziona e la cappella le sta entrando dentro. Spingo con decisione ma senza esagerare per non farle male, e lei inizia a muovere i fianchi per agevolare la cosa. Un’altra leggera spinta ed ecco che la cappella supera la parte dello sfintere più stretta entrandole nel culo.
Eva ha un sussulto e mi fa segno di fermarmi. Lascio passare alcuni secondi, segnati anche da un paio di gemiti più forti, e poi riprendo a spingere in profondità. Lentamente lo sto infilando tutto dentro il suo bellissimo culo.
Inizio a muoverlo avanti e indietro mentre Eva con una mano si masturba il clitoride. Non mi serve molto prima che lei abbia nuovamente un orgasmo con gemiti molto forti di piacere.
Anche per me la cosa è molto piacevole e il culo di Eva, stretto al punto giusto, mi fa impazzire di piacere. Vengo di nuovo anche se con un po’ meno sperma di prima.
Anche questa volta però inizia a fuoriuscirle dal culo. Eva con una mano evita di sporcare il letto, e poi mi dice di toglierlo delicatamente per non farle male.
Io aspetto qualche secondo per farlo tornare alle dimensioni normali, e lentamente lo sfilo da dentro il culo, facendo fuoriuscire tutto il mio sperma. Ancora una volta corriamo entrambi in bagno e ci diamo una pulita, stavolta però usando il bidet.
Stanchi e soddisfatti torniamo in camera. Eva si mette addosso una camicia da notte, e io la parte sopra del pigiama. Non è freddo la sera in casa nostra, la stagione è ancora autunnale e non serve coprirsi molto la notte. Ci infiliamo nel letto, stanchi per tutto quello che abbiamo fatto, ma molto soddisfatti e, come sempre, abbracciati, ci addormentiamo.
(Racconto tratto dal libro omonimo)
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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